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I fiori della salvezza

 

3 luglio - 1 agosto 2015 - Vetrine e spazio espositivo

Mostra personale di Sergio Flori

 

Quanto sta avvenendo a livello mondiale, non può certo passare inosservato: guerre, stermini, attentati, migrazioni di massa, tengono in continuo allarme l’umanità. Con la sua arte Sergio Flori cerca di rispondere a questo dramma tramite opere che vogliono essere dei manifesti accusatori e, nello stesso tempo, punti fermi per una riflessione sul tragico futuro della nostra terra se la ragione dei potenti continuerà a generare mostri.
Nei suoi dipinti però, il fiore si erge a emblema della speranza e quindi, come ci mostra un suo efficacissimo acquerello, il seme sopravvivrà anche dopo l’apocalisse? Questo è quanto pensa l’artista: la natura avrà sempre la meglio sull’idiozia e la barbarie dell’uomo, e l’arte, con la sua bellezza, potrà contribuire alla salvezza del mondo.
La mostra presenta il risultato di un impegno etico da parte di Flori e il conflitto tra ferocia e grazia - vedi "Il sole malato", "Oggi come ieri", "Il fungo malefico" - è risolto pittoricamente con un’espressività singolare, che tocca sentimento e intelletto di chi si trovi a osservare questi “appunti” visivi di un pittore saggio e artisticamente valente. Pennellate compendiarie ma sicure, gradienti cromatici cupi e luminosi, invenzioni iconografiche, fiori che sembrano essere “nati oggi”, qualificano la natura di queste opere le quali, opportunamente esposte in un ambiente destinato ai giovani, potranno servire da auspicio per una maggiore consapevolezza e responsabilità civile, da parte di tutti. (Siliano Simoncini)

 

Sergio Flori nasce a Pistoia nel 1926 dove tutt’oggi risiede. Da sempre coltiva l’innato amore per il disegno e la pittura, trasmessogli fin dall’infanzia dalla madre, vicina al mondo dell’arte e compagna di studi di Marino Marini e della sorella Egle all’Accademia d’Arte di Firenze. Flori frequenta il Liceo Scientifico Duca d’Aosta di Pistoia e successivamente il biennio della facoltà di ingegneria a Firenze. Costretto dalla guerra ad abbandonare gli studi entra come disegnatore alla fabbrica San Giorgio di Pistoia, all’interno della quale rimarrà come dirigente dell’ufficio progetti fino al pensionamento del 1985. Dal 1955 al 1958 è docente di disegno al Liceo Scientifico di Pistoia. Una vita, quella di Flori, da sempre dedicata all’arte, della quale ha esplorato le più svariate tecniche, dall’olio, alla tempera, al carboncino, all’acquerello, fino a meravigliosi esempi di acqueforti degli anni Settanta.

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