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Guardami

 

Look at me, primo romanzo della talentuosa scrittrice Jennifer Egan, vincitrice del prestigioso premio Pulitzer nel 2011 con il capolavoro Il tempo è un bastardo, si apre con un omaggio a Una casa alla fine del mondo di Michael Cunningham e, seppur replicandone la struttura, Egan si discosta dal nucleo tematico iniziale per sviluppare tutt’altra storia. Guardami si concentra essenzialmente sulla voce di due protagoniste in cerca d’identità, entrambe di nome Charlotte. La più grande è una modella di Manhattan sfigurata da un incidente d’auto e dolorosamente costretta a rifarsi una visibilità. La più giovane e innocente si dibatte fra l’esigenza di acquisire un’immagine accettabile nel gruppo dei coetanei e la necessità di porre una distanza fra se stessa e i drammi di un’ordinaria famiglia borghese. Le loro storie convergeranno nel finale dove si assiste a una spietata messa a nudo dell’io di fronte al mondo delle apparenze: in sostanza, secondo il messaggio dell’autrice le esteriorità non solo orientano i gusti degli individui, ma sono capaci addirittura di inventare contenuti nuovi e di plasmare quelli esistenti. Questo romanzo, cominciato a scrivere nel 1995 (anche se viene poi tradotto dalla Minimum fax nel 2012) anticipa la nascita dei social network e in particolare l’impatto emotivo che questi mezzi di comunicazione hanno avuto (e avranno) nella vita degli individui. Come suggerisce il titolo, Guardami sembra essere quasi un invito a riappropriarsi di un’area sensoriale, quella della vista che è andata perduta, ma che è l’unica capace di porsi come autentico strumento conoscitivo nei rapporti interpersonali.

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