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Genitori slow

Partendo dalla propria esperienza di papà stressato, Carl Honoré, giornalista canadese collaboratore di The Economist, una sera si chiede se invece di leggere in tutta fretta “una minifiaba da 1 minuto” non sarebbe stato meglio leggere con calma una fiaba tutta intera. Spesso i genitori inquadrano e “strapazzano” i bambini in un’agenda più fitta di impegni di quella di un manager, mentre loro sono pervasi già, fin da piccoli, da un’ansia da prestazione che impedisce di godersi la propria infanzia. L’invito è quindi a una maggiore naturalezza nell’educazione dei figli chiedendo meno a se stessi per ottenere di più e diventare genitori sereni. Il libro approfondisce il rapporto genitore figlio fin dall’età della culla, continuando negli anni prescolari: questo per dimostrare come l’adulto può abituare l’infante fin dai primi mesi a un’educazione senza stress. Fa riflettere il capitolo riguardante l’importanza del divertimento e conseguentemente i giochi da acquistare ai bambini, in cui si confronta il vecchio giocattolo (ad esempio la bambola di pezza) con i nuovi effetti digitali interattivi: secondo la tesi sostenuta in questo testo persino un po’ di noia può essere positiva, perché stimola le capacità creative dell’individuo. Riempiamo quindi la nostra casa di musica e di atmosfera gioviale e lasciamo in pace i bambini. Genitori slow si sono riuniti in un movimento, lo Slow Parenting che ha come obiettivo, in estrema sintesi, quello di permettere ai bambini di esplorare il mondo seguendo i propri ritmi o i tempi che la natura ha donato loro.
 

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