Biblioteca San Giorgio, Pistoia


Salta i link dei verbi.

I verbi della San Giorgio.

Sei qui: Attività >> Mostre ed esposizioni >> Archivio Mostre ed esposizioni >> Cristiano Baldi: pittura e identità
 

Cristiano Baldi: pittura e identità

 

7- 29 agosto 2015 - Vetrine e spazio espositivo

Invito
(pdf, 342 Kb)

 

Mostra antologica delle opere: 1960-2015

A cura di Siliano Simoncini

Selezione delle opere e allestimento a cura di Siliano Simoncini e Clelia Baldi

 

Cristiano Baldi è un personaggio di cui, pur essendo stato impegnato nell’ambito artistico fin dai primi anni ’60, quando frequentava la Sezione di Decorazione pittorica all’Istituto d’Arte P.Petrocchi, pochi conoscono l' attività creativa. Ebbene, la mostra allestita in biblioteca si può dire che abbia lo scopo di rivelare “ufficialmente” la sua vocazione all’arte e la qualità di un lavoro serio e tecnicamente convincente.

Consultando il catalogo della mostra, curato dalla figlia Clelia, è possibile rendersi conto del processo evolutivo di un linguaggio pittorico, stilistico ed espressivo, affrontato nel più completo isolamento e quindi affatto contaminato dai molteplici ismi che l’arte - dal 1960 a oggi - ha celebrato, dimenticato, e fatto risorgere.
Un lavoro genuino dunque quello di Cristiano Baldi, le cui coordinate estetiche e di poetica si possono far risalire alla sua formazione scolastica pistoiese, e non fiorentina, pur avendo egli frequentato anche l’Accademia di Belle Arti di quella città.
Il suo apprendimento e la sua formazione si evidenziano in ragione della querelle artistica che in quegli anni era al centro degli interessi di ogni artista concittadino: con la pittura novecentesca, intimista e poetica, di Pietro Bugiani, la vigoria espressionista (mediterranea) delle opere di Alfiero Cappellini, e lo sperimentalismo afigurale di un personaggio atipico come Fernando Melani. Naturalmente su queste tre linee si muovevano - con risultati di eccellenza - gli artisti delle diverse generazioni: Remo Gordigiani era tra questi.

Ecco, a mio avviso Cristiano Baldi, senz'altro per temperamento, scelse (consapevolmente?) la lezione di Cappellini, aggiornata e rigenerata da Gordigiani: cromatismo acceso e contrastato, pennellata fluida volta a “disegnare” le forme, rapporto deciso tra immagine e sfondo (profilature nette), soggetti canonici come figura, ritratto, paesaggio. Su questa grammatica visiva Gordigiani fornì, tra il secondo dopoguerra e i primi anni ’60, esempi di notevole interesse e Cristiano ne fu probabilmente attratto essendo suo allievo nella Sezione di cui parlavo.

La mostra si articola secondo le seguenti sezioni:

Ritratti e figure - 1960/1980
Le opere di questa fase, certamente formativa, bene evidenziano gli elementi di quella grammatica visiva e dello stile cui facevo riferimento. "Bambina", per esempio, mostra già la sicurezza e l’autonomia dell’impianto compositivo: non postura tradizionalmente simmetrica ma decentrata e in più, leggermente obliqua. Fondo pittorico molto 'sfarfallante' e per questo 'materia viva' e pulsante. Colori in opposizione: il tono freddo della maglietta e il caldo rosato e giallognolo del resto. Espressione 'inerte' come se l’adolescente stesse 'guardandosi dentro' per riflettere sul proprio futuro. Inoltre, la bambina, tiene le braccia conserte, quale segno del tipico atteggiamento - sicuro e fermo - messo bene in evidenza dalle nonne di allora. Ecco, basti questo per far capire come Cristiano, già agli inizi, avesse un proprio modo di porsi di fronte alla ritrattistica convenzionale.
Le altre opere di questi venti anni di attività si misurano, con escursioni ora più espressioniste "Il bevitore", "Introspezione", "Ritratto di giovane", "Maschere e peperoncini", "Ritratto 1964", ora sintetico/simboliste come in "Donna seduta, "Ritratto (la lettrice)", "Marinaio, Nudo (sulla sdraio)", però sempre cercando di attenersi alla propria concezione pittorica.

Paesaggi e nature morte - 1960/1980
Questa sezione presenta alcuni esempi, direi più di natura 'sperimentale'. Infatti, il confronto con la natura sembra porre Cristiano di fronte alla necessità di includere dei richiami più espliciti, quali il post-cubismo o il Matisse delle finestre. Richiami sì riferiti alla cultura internazionale, ma sempre interpretati secondo il filtro dell’esperienza di Gordigiani, il quale apprezzava e non poco, il pittore francese, oltre a considerare la simultaneità dello spazio una componente fondamentale della rappresentazione paesistica.
"Scorcio di città", "La cupola", "Fiori", "Finestra su Pistoia", sono dipinti rappresentativi del percorso di questa ricerca.

Disegni - 1960/1980
Nella mostra, su indicazione della figlia Clelia,  è inserita anche una sezione dedicata ai disegni del padre. Pochi esempi sufficienti a mostrare come Cristiano, dagli anni ’60, avesse già la cosiddetta 'buona mano' nel rappresentare graficamente la realtà.
Il fedele cane Floc, la moglie Anna, l’Anziana signora (braccia conserte!); schizzi veloci che fissando l’attimo fanno supporre di essere studi per la realizzazione di successivi dipinti a olio. Anche questo faceva parte del bagaglio formativo acquisito dai Maestri cui facevo riferimento.

Secondo periodo - dal 1990 a oggi
E’ il periodo della piena maturità, quando l’artista può dare libero sfogo alle impellenze dei propri stati d’animo e la pittura allora può diventare il sismografo della condizione esistenziale, delle crisi e delle esaltazioni; il momento in cui il legame con la coerenza dello stile si fa meno esigente perché l’autonomia raggiunta può consentire libertà altrimenti perseguibili.
Si può andare quindi, da opere come "Lucifero" e "Maschere", che esaltano la forza espressiva e s’insinuano nel mistero dell’enigma e della perdizione, a "Omaggio floreale", "Crocifissione" e "La passione", opere le quali, al contrario, sono permeate da trascendenza laica e religiosa al contempo, e la stessa pittura si sfalda e si dilata in atmosfere preminentemente suggestive e meno formali come in precedenza.

Con riferimento al titolo della mostra, "Pittura e Identità", al fine di rilevarne il debito riscontro e la valenza del significato, ci sembra giusto commentare i quattro autoritratti presenti nella mostra:
1983: Sguardo fisso e deciso, la pittura esprime tutta la forza fisica e intellettuale del personaggio, ne esalta le potenzialità.
1995: Postura da Picotor Optimum Pinxit, come la tradizione dechirichiana ha tramandato. Siamo nel periodo della piena maturità e della sicurezza, che Cristiano esprime tramite una pittura quasi monocroma ma sufficiente a “proclamare” la saldezza del ruolo.
2002: Il pittore ha lo sguardo malinconico e al contempo perplesso. La pittura è risolta tramite pennellate aspre e 'aggressive'… dove sono finite la baldanza e la sicurezza? L’età e le vicissitudini cominciano a far sentire il peso del tempo.
2015: L’autoritratto è quello odierno e rappresenta Cristiano Baldi così com’è nella vecchiaia: senza orpelli e trucchi. L’età della consapevolezza e dell’autocontrollo - un tempo dicevano che i vecchi erano saggi - il periodo in cui si ha la coscienza dei propri limiti e anche dei nostri meriti. E' la stagione della consistenza (per dirla con Calvino) e Cristiano la rappresenta con una pittura materica, solida, come adesso è la sua certezza di aver dedicato una vita all’Arte e, attraverso di essa, raggiunto la vera identità. (Siliano Simoncini)

 

 

Cristiano Baldi nasce a Pistoia nel 1942. Frequenta l’Istituto d’Arte “P. Petrocchi” diplomandosi nel 1962 fra i primi maestri d’arte a Pistoia. Fra i suoi insegnanti nomi di spicco come Sigrido Bartolini, Pietro Bugiani, Remo Gordigiani, Umberto Mariotti, Milo Melani, Vasco Melani, Siliano Simoncini, Iorio Vivarelli e l’Architetto Giovanni Bassi allora direttore dell’Istituto.
In seguito frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Firenze e ottiene l’abilitazione all’insegnamento di materie artistiche nelle scuole primarie e secondarie. Il suo primo incarico è proprio all’Istituto d’Arte pistoiese come docente di decorazione pittorica; successivamente insegna disegno geometrico e architettonico all’Istituto Tecnico per Geometri ed educazione artistica alle Scuole Medie.
Nel 1965 partecipa ad una mostra collettiva di grafica al Museo civico di Pistoia. Continuerà a dipingere in maniera del tutto autonoma, spinto dal solo piacere di creare, seguendo una passione che lo ha accompagnato fino ad oggi.

Inserisci il tuo commento

Commenti

Nessuno ha aggiunto ancora un commento in questa pagina.

Feed RSS per i commenti in questa pagina | Feed RSS per tutti i commenti

 

Ad un clic da te