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Comici spaventati guerrieri

 

Ambientato in una calda estate cittadina, il libro racconta le indagini fai-da-te di un gruppo di detective improvvisati, che si sono messi in testa di scoprire chi ha ucciso il re del quartiere, nonché loro mito calcistico: Leone. Appostamenti e inseguimenti, agguati e fughe, separazioni e incontri: un concentrato caleidoscopico di vicende rocambolesche incrociate, raccontate nello stile tragicomico che è forse una delle caratteristiche più riconoscibili di questo autore. Perché, come ha dichiarato lo stesso Benni proprio a proposito di questo libro, il contrario del comico non è il tragico ma è l’indifferente. Attraverso la figura del professor Lucertola Benni ha voluto ribadire la forza della parola, terrore degli imbecilli e consolazione degli onesti. Come ha acutamente scritto Michele Serra (in un suo articolo su L’Unità dal titolo La parola è d’oro) gli imbecilli sono i nemici del comico, così come lo sono l’omologazione, la passività, la rinuncia a comprendere il paradosso umoristico della vita.

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