Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Cento ragazzi e un capitano

Presentazione del libro Cento ragazzi e un capitano. La brigata Giustizia e libertà "Montagna" e la Resistenza sui monti dell'alto Reno tra storia e memoria, di Pier Giorgio Ardeni, con la collaborazione di Francesco Berti Arnoaldi Veli, premessa di Luciano Casali. Nuova edizione ampliata. Bologna, Pendragon, 2016

Venerdì 14 dicembre 2018, ore 17.00 - Sala Bigongiari

Interviene Giovanni Contini Bonacossi
Sarà presente l'autore

Locandina
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Il libro, dedicato alla brigata Giustizia e libertà Montagna, è in realtà una storia della Resistenza in Alto Reno e nelle aree montane vicine, perché racconta delle piccole formazioni partigiane e delle bande di ribelli che già dopo l'8 settembre si diedero alla macchia sui monti del porrettano e del pistoiese. Storie di partigiani come Gino Bozzi, comunista di Pistoia, che organizzò un primo gruppo che fece base a Vidiciatico e fu arrestato e ucciso il 27 dicembre del 1943. La sua unità, che verrà a lui intitolata, diverrà un’importante piccola brigata con base ad Orsigna. La “Bozzi” si spostò lungo il crinale per unirsi alla Repubblica partigiana di Montefiorino e rifuggì successivamente nel pistoiese sotto il contrattacco tedesco. In seguito fu anche artefice della liberazione di vari territori prima dell'arrivo degli alleati. Anche la Brigata Matteotti Montagna, comandata da Toni Giuriolo, ebbe un ruolo importante in quest'area, dopo che si divise in due, inseguita dai tedeschi: il gruppo di Sambuca Pistoiese sarà infatti il protagonista degli scontri finali e della liberazione di Sambuca. E ancora, tra le pagine del volume, si trova la vicenda dei caduti ricordati nel cippo al cimitero di San Felice a Pistoia: otto pistoiesi uccisi dai tedeschi il 28 settembre tra Trignano e Rocca Corneta, il giorno stesso della strage di Ronchidoso presso Gaggio Montano. In maniera rigorosamente documentata la narrazione ripercorre i fatti che legarono quei giovani che, dai due versanti dell'Appennino, fecero la coraggiosa scelta di unirsi ai partigiani per combattere insieme tedeschi e fascisti.


Pier Giorgio Ardeni, nato nel 1959, è professore ordinario di Economia politica e dello sviluppo all'Università di Bologna. È studioso di migrazione, povertà e sottosviluppo e attualmente presidente della Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo di Bologna, un istituto di ricerca sociale, economica e politica. Negli ultimi anni ha studiato la storia delle genti dell'Appennino bolognese e modenese: dall'esodo migratorio che ne spopolò le valli e i villaggi alla fine dell'Ottocento alle vicende di violenza, sacrificio e sofferenza durante la seconda guerra mondiale. Fra le sue pubblicazioni più recenti segnaliamo "Dagli Appennini allo Spoon River. Storie dell'emigrazione dalla montagna bolognese e modenese verso l'America tra Ottocento e Novecento" (2011), i racconti "Partigiani delle mostre montagne" (2013), "Across the ocean to the land of mines. Five thousand stories of italian migration from the mountains of Bologna and Modena to America and the turn of the twentieth century" (2015).

Francesco Berti Arnoaldi Veli, nato nel 1926, finita la guerra si è laureato ed è stato avvocato a Bologna seguando la tradizione di famiglia. E, poiché "la cosa peggiore è tacere", ha sempre continuato a far parlare il partigiano, scrivendo "Cantatine partigiane" (1954), "Con i mieri compagni devo restare" (1974),  fino a "Viaggio con l'amico" (1990). È presidente onorario della FIAP (Federazione italiana associazioni partigiane) e della Fondazione ex campo Fossoli di Carpi.




 

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