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"L'uovo di gallina" di Jules Renard

L’uovo di gallina è un volumetto pubblicato nel giugno 2015, dalla casa editrice pistoiese Via del Vento (diretta da Fabrizio Zollo). Il volume in questione fa parte della collana Ocra Gialla, testi inediti e rari del Novecento e comprende una nuova e attenta traduzione di Antonio Castronuovo, che ha curato anche la postfazione e la biografia dell’autore.

Jules Renard è uno scrittore introverso, dalla narrazione casta e ambigua, perennemente scissa fra umorismo e malinconia, conosciuto soprattutto per l’innata predilezione verso i racconti brevi. Del 1892 è “Lo scroccone”, considerato il suo romanzo più importante, un vero e proprio capolavoro ed emblema dello humor nero. Renard fu anche apprezzato come aforista e pensatore. La vera essenza della sua abilità di scrittore sta nel limare le sue opere rendendole perfette ed essenziali.

Questo volumetto raccoglie cinque brevi racconti: "L’uovo di gallina", "Il secchio", "La torta avariata", "Il tappo", "La barca a vapore". I testi, come accenna il curatore, sono tratti dalla collezione di racconti “Coquecigrues” (traducibili come Fanfaluche) che Renard pubblicò nel 1893. I primi due sono inediti in Italia, mentre gli altri tre sono testi rari già pubblicati nella raccolta “Romanzi e Storie Naturali” nel 1951. In quest’ultima collezione di opere l’osservazione naturalistica è contenuta dallo humor e dalla stilizzazione raffinata dell’autore: considerato un capolavoro d’innovazione tra scienza e poesia. Così anche in "L'uovo di gallina" (come negli altri racconti contenuti nel volumetto) è impossibile non notare la prosa levigata e finemente proposta. L’affettuosa ironia sprizza da ognuno di questi racconti, descritti in poche pagine, in cui il lettore non può fare a meno di sorridere restandone meravigliato. Parliamo di storie che narrano di strambi personaggi, perfino un po’ maldestri (in alcune circostanze), che si trovano in situazioni apparentemente comuni, tramutate, a causa del loro atteggiamento stravagante, in momenti divertenti e alquanto bizzarri. Nei primi due racconti troviamo come protagonisti la domestica Françoise ed Emile (figlio della signora Lèrin, che nel secondo racconto sarà “l’io”narrante e “figura” principale della storia). Nei tre successivi, i protagonisti sono i signori Bornet. Ad ogni modo l’intero volumetto crea curiosità proprio grazie all’immaginazione di Renard, che nella brevità dei suoi scritti ha saputo regalarci preziosi spunti per viaggiare lontano con la mente, la poeticità di alcune dettagliate descrizioni e una continua ricerca della parola esatta. Perciò, possiamo solo ammirare questo magico contrasto, nello stile e nella tecnica narrativa, che l’autore ci restituisce consapevolmente nel suo essere essenziale e profondo allo stesso tempo.

Marta Meli (Amici della San Giorgio)

 


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