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B.A. di Maria Di Pietro

 

10 settembre - 31 ottobre 2016 - Art Corner

Sei fotografie di Maria Di Pietro che raccontano i colori, la vita, gli istanti e le strade di Buenos Aires

Maria occhi mani e scatola magica

“…Maria è venuta da Napoli a Baires per catturare la vita che qui riaffiora dopo anni di silenzio, come si prende una farfalla, e vuole metterla in una scatola di vetro per osservarla, per capire da dove si comincia e lo fa con lo stesso garbo ostinato di chi tenta di assemblare un puzzle che non ha fine. Per certi versi Baires è inafferrabile, tra giorno e notte, centro e periferia, vecchi e giovani, poveri e borghesi, non c’è modo di capire dove si accende la luce in questa stanza enorme, è un labirinto di strade che ti portano dentro uno di quei giochi situazionisti dove una botola ti fa tornare dietro nel tempo e un’altra ti proietta nel futuro prossimo. E’ difficile definirla e quando credi di averla semplificata lei ti fa uno sberleffo. E allora Maria apre tutte le porte o almeno cerca di farlo, gira come una trottola dentro il gioco dell’oca delle quadras e non vuole saperne di fermarsi, sembra che il fatto di arrendersi non le attraversi la mente nemmeno per un attimo e man mano che va avanti, la città-gioco si allunga sotto i suoi scatti, si allarga nel suo grandangolo, si appiattisce in una zoomata e si prende gioco di lei. Ma lei ha la sua scatola magica appesa al collo e sembra che un dio pagano le dia la forza di non stancarsi mai …” (Maurizio Del Bufalo)

"Nelle strade di Buenos Aires la fotografa riesce a cogliere con grazia la quotidianità dell’ordinario... in quella radiosa calma si coglie la tempesta che c’è sullo sfondo. I bambini che giocano nelle strade, i panni stesi alle finestre di case popolari, i segni dell’amarezza di un popolo ancora scosso da dittature e costrizioni, la forza della ragione contro il diritto della forza delle Madri di Plaza de Mayo... fotografati con colori accesi rosso/blu... lasciano presagire che ogni potere si regge o crolla quando crede di risolvere il proprio declino con la diplomazia dei fucili e delle galere.
Le inquadrature inclinate, le sfocature, le allusioni al desiderio di esistere sparsi nel reportage della Di Pietro, parlano del bene comune da conquistare... la fotografia così fatta porta in sé la nobiltà del comunicare e si accompagna al romanzo autobiografico che ne consegue (come l’ombra della fotografa stagliata su un palazzo rosso, dice)... e solo se volgiamo lo sguardo della scatola magica al nostro interno possiamo scoprire la libertà, il giusto, il bello o il buono che ci circonda.
Le fotografie di vita comune di Buenos Aires sono messaggeri di speranze mai sopite e convergono verso la risoluzione di un tempo condiviso che appartiene agli ultimi di ogni società. In queste immagini nude, fin troppo semplici, il richiamo a una vivenza più giusta comincia a muoversi, il presente e il passato si intrecciano e anche i morti per la libertà di un popolo riaffiorano nella nostra immaginazione.” (Pino Bertelli)

La passione per la fotografia è, per Maria Di Pietro,una "necessità", un'assetata ricerca tra il teatro della vita ed il fotogiornalismo a cui si è dedicata negli ultimi anni collaborando con agenzie di news che le hanno offerto la possibilità di immettersi nel circuito professionale, pubblicando su riviste nazionali e internazionali.
Ha realizzato varie mostre, partecipato a stage e workshop professionali, tra cui un seminario con il fotografo della Magnum Renè Burri.
Nel 2005 ha partecipato nella sezione teatro alla XII Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo a Napoli. Nel 2009 al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli/Buenos Aires, nella categoria Eyes wide shut con il suo racconto Napoli Nomade, viene premiata dal fotografo Pino Bertelli. Giornalista pubblicista, attualmente si dedica all'insegnamento dell'arte fotografica nelle scuole. Sempre viva la sua personale ricerca di una fotografia poco "rumorosa" volta al paesaggio e ai segni che l'uomo lascia, a quella bellezza insita nella quotidianità dello sguardo… attraverso ogni strada che abbia luce.

 

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