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About Elly

Asghar Farhadi, prima della consacrazione definitiva ad esponente di spicco del cinema iraniano con il film Una separazione (Iran, 2011), si è fatto apprezzare nel 2009 con il lungometraggio "About Elly" con cui ha vinto a Berlino l'Orso d'Argento per la Migliore Regia.

Scritto e diretto con maestria, il film passa da una prima parte che fa pensare ad una commedia, magari sentimentale, ad una seconda in cui presenta caratteristiche proprie del genere thriller/noir e, soprattutto, drammatico. La tensione che si fa sempre più consistente con il passare del tempo s'insinua nello spettatore grazie all'efficacia delle scelte narrative e della tecnica di ripresa di Farhadi, ma anche alla bravura di tutti gli interpreti, tra cui merita ricordare l'affascinante Golshifteh Farahani (v. Nessuna verità, Pollo alle prugne) recentemente protagonista del primo film di Louis Garrel "Les deux amis" presentato a Cannes 2015.

"About Elly" si svolge quasi unicamente nella villa al mare che sei amici con figli a carico decidono di affittare per un paio di giorni. L'occasione è una sorta di rimpatriata organizzata da Sephideh, l'animatrice del gruppo, per stare insieme ad Ahmad che vive in Germania e che si è separato dalla moglie. Sephideh invita anche Elly, la maestra di sua figlia, con la speranza che nasca qualcosa tra lei e Ahmad. Dopo un giorno passato in allegria, Elly però scompare misteriosamente. Tra sensi di colpa, bugie e accuse più o meno giustificate, i sette amici si trovano a dover prendere delle difficili decisioni scoprendo che non sanno davvero molto a proposito di Elly.

Afferma Farhadi: "Il mio cinema è come una partita a scacchi in cui uno dei due scacchisti è lo spettatore". Quest'ultimo, quindi, è parte attiva per il regista e deve capire da solo quello che sta succedendo, compiendo così un "proprio percorso di interpretazione e di riflessione". E allora si può pensare che non sia solo la storia di un gruppo di persone che si trovano di fronte ad una scomparsa improvvisa e misteriosa di una giovane donna. L'autore vuole dirci di più: non tutto è come sembra. I protagonisti del film, trentenni della middle class iraniana, a prima vista sembrerebbero essersi emancipati, in particolare le donne, e liberati dalle rigide regole che condizionavano la vita del Paese nel passato. Ma non appena la tensione porta a contrasti tra le coppie, le contraddizioni si fanno evidenti. Significative riguardo allo stato in cui si trova la società iraniana sono probabilmente le scene con cui Farhadi decide di aprire e chiudere il film: la prima vede gli amici urlare spensierati e liberi, mentre le auto si sorpassano vicendevolmente nel tunnel che porta al mare; la seconda, invece, li mostra mentre cercano con fatica di spostare una delle vetture rimasta arenata salla battigia.

 

Fabrizio (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

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