Una delle gioie della mia vita di adolescente consisteva nella lettura: mi sdraiavo sul mio letto con un libro e diventavo il testo. Se il romanzo era bello, mi trasformavo in lui. Se era mediocre, trascorrevo comunque delle ore meravigliose a godere delle cose che non mi piacevano e a sorridere delle sue occasioni mancate. La lettura non è un piacere sostitutivo. Vista dall'esterno, la mia esistenza era scheletrica; vista dall'interno ispirava quello che ispirano gli appartamenti il cui unico mobilo è una bibloteca stracolma di libri: l'ammirazione gelosa per chi non si sovraccarica del superfluo e trabocca del necessario. Approfittavo della mia invisibilità per leggere giornate intere senza che nessuno se ne accorgesse.
Amélie Nothomb, Antichrista, Voland, 2004


